anno 2019 - Il mondo degli Schuetzen

Vai ai contenuti

anno 2019

Bildergallerie / Foto


RACCOLTA FOTO E TESTI DELLE ATTIVITA' DELL'ANNO 2019
(Manifestazioni, Conferenze, Serate, ed altro)
2019_06_16 SK Lajen. festa per i 60 anni di rifondazione, fra i vari ospiti anche Louis Durnwalder.

Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
2019_06_14 Sassuolo al Palazzo col Duca. Giornata in ricordo di Francesco V nel 200esimo della nascita (1819-2019), con Martina Bagnoli direttrice delle gallerie Estensi e Martino d’Asburgo-Este nipote di Carlo I° ultimo imperatore d’Austria. Visita al palazzo Ducale. Nel salone delle Armi del palazzo Ducale ricordo di Francesco V con Elena Bianchini Braglia, Vincenzo Vandelli e Martino d’Asburgo. In chiusura visita alla chiesa di San Francesco.

Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
You Tube video   -   saluto sindaco e direttrice   -    Elena Bianchini Braglia parte:   prima,   seconda,  terza   -   Vincenzo Vandelli   -   Martino d'Asburgo
2019_06_12 Villanders - Kameradschaftsabend in Villanders mit Kameradenkreis der Gebirgstruppe s. V. Ortkameradschaft Burgau u. U.

Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
2019_06_09 SK Rhendena - in occasione del festeggiamento dei 25 anni di rifondazione della compagnia. Presenti la Musikkapelle Pinzolo e la Knodel Bergmusikanten. Ehrenkompanie Battaglion Judicaria. Fra gli ospiti il Sindaco di Pinzolo Michele Cereghini, il Presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti ed il Presidente del Consiglio Provinciale Walter Kaswalder.

Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
You tube   -   video
Giornali:   -   Il trentino   -   Trentino   -   Dolomiten
2019_06_08 SK Truden - in occasione dei 60 anni di rifondazione della compagnia Groβer Ӧsterreichischer Zapfenstreich mit der Musikkapelle Truden und der Ehrenkompanie Sarntal.

Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
You Tube   -   video
2019_06_08 Wallfahrt des Bezirkes Brixen.

Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
You Tube   -   video

La chiesa del castello di Mariastein con il suo bianco splendente saluta già da lontano i pellegrini che si recano in visita alla famosa “Madonna gotica”. Per giungere la chiesa si devono salire 150 gradini. Fu costruita nel XIV secolo dalla famiglia Freundsberger. Nel museo del castello della chiesa si possono vedere capolavori della storia del Tirolo. Troneggiante su una rupe a Mariastein nella regione turistica dell’Hohe Salve nella bassa valle dell’Inn in Tirolo, la chiesa si erge con la sua imponente torre verso altezze celesti. Non è necessario salire così in alto per ammirare l’incantevole immagine della Madonna. Tuttavia si devono percorrere circa 150 gradini per giungere alla meta. Ma ne vale la pena. La Cappella delle grazie riccamente adornata e l’atmosfera devota che fanno da cornice all’immagine della Madonna conferiscono una luce particolare a questo luogo di meditazione. La chiesa del castello di Mariastein fu costruita a metà del XIV secolo dalla facoltosa famiglia dei Freundsberger e in seguito a un miracolo ad opera della Madonna venne elevata a santuario nel XVIII secolo. Da allora ogni anno numerose persone vi si recano in pellegrinaggio per chiedere una grazia alla madre di Dio, “Maria am Stein” (Madonna del Sasso). Mariastein è una meta di gite ideale anche per le famiglie con bambini e per tutti coloro che cercano la tranquillità e vogliono godersi la natura e la cultura lontano dal trambusto. La visita al museo del castello della chiesa è assolutamente imperdibile. Qui si possono ammirare importanti capolavori della storia del Tirolo: i "Tiroler Landesinsignien" (simboli del Tirolo) con il copricapo dell’arciduca e lo scettro, donato dall’ex principe del Tirolo Massimiliano.
2019_06_06 Gedenkfeier am Hohen Brendten. Tag der Gebirgssoldaten. Gedenkfeier am Ehrenmal der Gebirgstruppe, Gottesdienst und Kranzniederlegung mitgestaltet von der Militärkapelle Garmisch.

Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
You Tube   -   video:    entrata delle bandiere   -   mir sein die KAISERJÄGER   -   uscita delle bandiere
                            Giornali:   Dolomiten
2019_06_01 Nauders. Festakt in Festung Nauders. L’associazione Kaiserschuetzen Tirol 1921 ha organizzato un evento per ricordare i 100 anni della divisione del Tirolo. Con l’occasione, all’interno della fortezza, è stata inaugurata una targa che ricorda la divisione del Tirolo dopo la fine della prima guerra mondiale. In chiusura, nella sala grande della fortezza, si è tenuta una conferenza che ha ripercorso le tappe più importanti che hanno segnato la nostra Heimat, dalla divisione del 1918 ai giorni d’oggi. Per il Welschtirol erano presenti le Compagnie di Roveredo, Ladins de Fasha e Konigsberg.

Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
You Tube   -   video
2019_05_31 Volano. L'Associazione Culturale La Torre ha organizzato una serata sul tema: Trasportata dagli angeli, indagine sulla Santa casa di Loreto tra scienza, fede e tradizione. Incontro con l'autore del libro "Il miracolo della Santa Casa di Loreto" dr. Federico Catani.

Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder

You Tube   -   video:
Federico Catani:   Prima parte   -   seconda parte   -   terza parte   -   quarta parte   -   quinta parte
2019_05_29 Besenello – 500 anni di Trapp.
I Trapp in Trentino e nel territorio di castel Beseno. Evento organizzato da "Il festival Portobeseno 2019". Relatori Walter Landi e Carlo Andrea Postinger. Coordinamento Matteo Rapanà

Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
 
You Tube   -   video:
Calo Andrea Postinger: prima parte   -   seconda parte   -   terza parte
26_05_2015  SK Pine-Sover. Processione votiva al Santuario di Montagnaga.


Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder

Giacomo Moser, un contadino di Montagnaga, agli inizi del Settecento, si era recato più volte al santuario della Madonna di Caravaggio e da uno dei suoi viaggi aveva portato un'immagine della Madonna, che esponeva su di un altare della chiesa di Sant'Anna di Montagnaga ogni 26 maggio. La pastorella Domenica Targa (9 agosto 1699 - 24 ottobre 1764, nata a Guardia, località distante poche centinaia di metri da Montagnaga) era una fra i tanti paesani incuriositi dal racconto delle grazie ricevute da chi si è recato alla Madonna di Caravaggio. Lei, però, non ottenne il consenso dei genitori per recarsi al celebre santuario bergamasco della Madonna di Caravaggio. Quindi, si dice che la Madonna abbia dato a Domenica "la possibilità di incontrarla nello stesso luogo in cui abitava, tramite delle apparizioni".
La prima apparizione è avvenuta nella conca del "Prato della Comparsa" il 14 maggio 1729. Questo luogo è divenuto la meta di devoti pellegrini che percorrevano a piedi la strada da Pergine a Montagnaga. Ed è tuttora il luogo "sacro" in cui si recitano messe e funzioni religiose, in particolare il pellegrinaggio del 26 maggio. Data in cui si verificarono l'apparizione del 26 maggio 1729 e quella del 26 maggio 1730.
Le cinque apparizioni della Santissima Vergine Maria alla pastorella Domenica Targa avvennero:·        
.         1ª apparizione: 14 maggio 1729
·         2ª apparizione: 26 maggio 1729
·         3ª apparizione: 8 settembre 1729
·         4ª apparizione: 10 settembre 1729
·         5ª apparizione: 26 maggio 1730
Non tutte le apparizioni avvennero nello stesso luogo, ma comunque tutte accaddero nelle vicinanze di Montagnaga.
2019_05_25 Lienz - Sportschützenverein Lienz. Tiroler Landesschiessen MAX 500 - 2019

Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
2019_05_23 Lavis - Presentazione nella biblioteca di Lavis del libro di Marco Ischia e Carlo Refatti "Presena 1915 - 1918, la guerra sul ghiacciaio". Racconto della guerra in Presena anche attraverso l'utilizzo del diario del Barone Carlo de Cles, primo tenente del Kaiserschuetzen.

Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder

You Tube   -   video: introduzione e saluti   -   Carlo refatti   -   Marco Ischia: prima parte   -   seconda parte   -   terza parte
2019_05_19 SK Kurtatsch - 60-Jahre Feier der Schuetzenkompanie Kurtatsch. Feldmesse am Hptm.-Schweiggl-Platz. Hl. Messfeier, zelebriert von Hochw. Franz Josef Campidell, feierlich umrahmt von der Musikkapelle Kurtatsch und der Ehrenkompanie Tulfes. Heldenehrung durch Hptm. Arno Mall. Festansprache durch Mjr. Christian Meischl. Feierliche Besiegelung der Gemeindenpartnerschaft Tulfes-Kurtatsch. Festzug mit Defilierung rechts.


Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
2019_05_18 SK Roncone - presentazione libro Abschnitt Adamello  1915-1918 in compagnia degli autori Tommaso Mariotti e Rudy Cozzini. La  presentazione è stata fatta nel forte Larino, Sella Giudicarie Lardaro. 5 anni  di lavoro hanno consentito di produrre un libro pieno di documenti e di spunti  per riflettere su quello che è successo.


Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
2019_05_18 Circ. Gaismayr. Il Circolo Michael Gaismayr di Trento ha organizzato un’incontro con l’Heimatpflegeverband di Bolzano e Innsbruck con l’intento di rilanciare anche in Trentino – Welschtirol l’associazione gemella “Terra fra i monti, Heimat tirolese – Land im Gebirge, Tiroler Heimat” fondata dieci anni fa dal nostro socio ed ex presidente Stefan Frenez. Lincontro è avvenuto nella sede del casino di bersaglio della SK Vezzano.


Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
video: presentazione dell’Heimatpflegeverband Südtirol da parte della presidente Claudia Plaikner

2019_05_18 23. Bezirksschiessen des Schuetzenbezirk Brixen.  Bezirkschiessen im Gedenken des 50. Todesjahres des 1. Landeskommandanten des  SSB und Landeshauptmannes Ing. Dr. Alois Pupp.


Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder


2019_05_11 SK Konigsberg. Posa del cippo che ricorda la morte di 3 Schuetzen di Rovereto durante le battaglie del febbraio/marzo 1797 sul monte Corona


Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder

Vita Trentina   -   Doilomiten   -   Trentino


2019_05_10 il grido delle donne nella grande guerra. Recital, con Luigi Sardi (giornalista e storico), Antonia Dalpiaz (voce recitante) e l’accompagnamento musicale di Piergiorgio Lunelli, che per la prima volta racconta le sofferenze - ma anche l'anelito all'emancipazione - della donna nel tragico confitto mondiale. Dalla rivolta del 15 aprile del 1915 delle "popolane" di Trento che si radunarono in via Belenzani al grido di “pane e pace” (prima manifestazione pacifista in Europa narrata dagli articoli di Alcide Degasperi), alla ribellione nell'agosto 1917 delle operaie di Torino che si estese nelle fabbriche di Milano, Bologna, Como, Brescia, all'esodo delle trentine profughe nelle "città di legno" con l'ingresso dell'Italia nella guerra fino alla tragedia delle "canarine " che impiegate là dove si preparavano gli esplosi e avvelenate dai prodotti chimici, diventavano gialle e morivano di tumore. Ecco la guerra vista e sofferta dal mondo femminile, fino ad ora quasi mai raccontata.


Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder

Video recital parte:   prima   -   seconda   -   terza   -   quarta   -   quinta   -   sesta
2019_05_04-05 Patronatstag. La più importante festa religiosa della baviera, Maria Hilfe. Quest'anno celebrata a Benediktbeuern.


Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder

Video Blasmusik Pichl   video1   -   video2
2019_05_04 Kufstein. inaugurazione del "Tiroler Landesschiessen" intitolato "MAX 500 2019". Le gare di tiro si svolgeranno dal 4 maggio al 16 giugno in vari poligoni del Land Tirol. Presenti varie rappresentanze della Compagnie Schuetzen e Schuetzengilde.


Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
2019_05_03 Pergine, Presentazione libro. presentazione del libro "Nati in Tirolo, morti in Trentino" sulle traccie della famiglia Ziller. Presentazione a cura dell'autore Carlo Simeoni e del direttore della Fondazione Museo storico del Trentino Giuseppe Ferrandi presso la libreria Athena di Pergine


Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
2019_05_03 In ricordo di Verecondo Cattani. L'ultimo addio al marito dei Annamarie Wieser, madrina della bandiera del Bund.


Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
2019_05_01 SK Destra Ades. Come tutti gli anni la Schützenkompanie Destra Ades ha organizzato l’annuale gara di tiro presso il poligono di Rovereto. Come sempre molti Schützen e simpatizzanti hanno partecipato a questa importante giornata di allegria e festa.


Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
2019_04_28 SK Nonsberg. A Bresimo si è ricordato Marco Pozzatti, bersagliere Tirolese morto a Vezzano nei combattimenti contro i francesi.


Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
2019_04_28 Assemblea annuale BTSK - Bund. il 28 aprile, dopo la St. Messa nella Jesuitenkirche di Innsbruck, nella sala del centro congressi si è tenuta l'assemblea annuale.


Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
2019_04_27 Assemblea annuale SSB. il 27 aprile 2019 nella sala grande della Walther Haus si è tenuta l'assemblea annuale del SSB con il rinnovo delle cariche. Die neu gewählten Bundesleitungsleitungsmitglieder: Landeskommandant-Stellvertreter Renato des Dorides, Landeskommandant Jürgen Wirth Anderlan, Bundesgeschäftsführer Msc Egon Zemmer, Bundeskassier Dr. Franzjosef Roner


Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
2019_04_23 - 26 Lehrfahrt Günzburg (bayern) - Ulm (Baden-Württemberg).

23 aprile:
partenza da varie località ed attraverso il Fernpass direzione Ehrenberg Burgruine con sosta per il caffè al Gasthof Zugspitzblick. Visita alle rovine del castello Ehrenburg con percorso sul ponte “Highline179”. Di nuova costruzione è lungo 450 metri, alto 113 metri e largo 1,20 metri. Pranzo presso il Restaurant Salzstadl in der Burgenwelt Ehrenberg. Ripartenza alle 14.00 per Günzburg, sistemazione nell’hotel Vienna House easy, cena presso Brauereigasthof zur Münz in Marktplatz.

Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder


24 aprile:
visita alla città di Günzburg con una guida. Günzburg città Sveva in Baviera, è, senza dubbio, una delle città più suggestive sul Danubio. Il “Grande capoluogo distrettuale” possiede un centro storico affettuosamente risanato con molti vicoli pittoreschi, angoli e una piazza degno di ammirazione, che ci invita a restare un po’ di più. Questa città danubiana fu fondata nel 77 d.C. dai Romani, apparteneva per 500 anni all’Austria e viveva il suo periodo di maggior splendore sotto la dominazione della Maria Teresia (1740-1780). Nell’ex municipio venivano coniate le monete era una “Stadtmunze”. La città moderna di Günzburg si è sviluppata in un centro progressivo con grande spazio economico. Dopo l’apertura del parco di divertimenti LEGOLAND nel 2002 la piccola città di 20.000 abitanti circa è diventata una dei più grandi attrazioni turistici di tutta la Baviera. Nel pomeriggio visita alla Autenrieder Brauereigasthof. Alla sera ritorno in città.

Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
Video   -   video1

25 aprile:
visita alla città di Ulm. Baden-Württemberg, in Germania. È nota soprattutto per aver dato i natali ad Albert Einstein. Capoluogo del circondario (Landkreis) Alb-Donau (distretto di Tubinga) e della Regione Donau-Iller (distretto di Tubinga e di Svevia). È la prima città di una certa importanza (sopra i 50.000 abitanti) sulle sponde del Danubio. Il toponimo probabilmente deriva dal tedesco ulme (olmo), pianta assai presente nella zona. Ulma è situata presso la confluenza dei fiumi Iller e Blau nel Danubio. I rilievi collinosi della Schwäbische Alb circondano la città a ovest e a nord. Gran parte del centro urbano si sviluppa sulla riva sinistra del Danubio che nei pressi della città delimita per un tratto il confine fra Baviera e Baden-Württemberg; il fiume separa Ulma dalla città bavarese di Nuova Ulma.
Nell'854 il nome di Ulma viene menzionato per la prima volta in un documento ufficiale, nella sua funzione come residenza temporanea del re. Questa residenza (Königspfalz) si trova al Weinhof, attorno al quale si forma il primo nucleo urbano. Nei secoli successivi Ulma conquista gradualmente lo statuto di città libera dell'Impero. Alla fine del XII secolo la città viene notevolmente ampliata verso est.
Nel XIV secolo, a partire dal 1316, la città viene ingrandita ancora (verso ovest, nord e est) e mantiene questa estensione fino alla metà dell'Ottocento. Nel 1377 inizia la costruzione del Duomo che doveva sostituire la vecchia chiesa parrocchiale posta fuori le mura della città. Nel 1397 patrizi e artigiani dopo un lungo conflitto giungono a un compromesso, fissato nello statuto cittadino chiamato "Grande Lettera del Giuramento" (Großer Schwörbrief). Nel XV secolo Ulma vive un periodo di economia florida (soprattutto per il commercio di stoffe), tanti artisti si trovano a Ulma per la costruzione del Duomo, il numero di abitanti sale a circa 20.000. La città governa su un territorio notevole ed è tra le principali città della Germania di allora.
La costruzione del duomo viene fermata nel 1543. La torre campanaria fino a quel momento è stata realizzata soltanto fino a un'altezza di circa 100 m e sarà completata solo nell'800.
La Guerra dei trent'anni e quella di Successione spagnola insieme a fattori economici, come la Scoperta dell'America del 1492 e l'apertura della Rotta commerciale verso l'India nel 1497, condussero a una deviazione importante dei circuiti commerciali e delle materie prime ed ebbero come conseguenza una stagnazione economica, seguita da un inevitabile e grave declino. Dopo la guerra dei trent'anni (1618-1648) Ulma ha ormai solo circa 14.000 abitanti.
Nel 1802 Ulma perde lo statuto di città libera dell'Impero e viene annessa alla Baviera; nell'ottobre del 1805 la città è teatro di una delle più sanguinose battaglie delle guerre napoleoniche. Nel 1810 Ulma viene annessa al Württemberg, mentre la fascia del suo territorio a sud del Danubio rimane sotto la Baviera e qui in seguito si svilupperà la città di Nuova Ulma (Neu-Ulm). Nel 1820 il numero di abitanti ammonta a circa 12.000 soltanto. In seguito però la costruzione delle fortificazioni, delle ferrovie e l'industrializzazione portano a una ripresa economica e fanno crescere il numero degli abitanti. Dal 1842 al 1859 la Confederazione germanica costruisce una cinta di fortificazioni attorno alle città di Ulma e Nuova Ulma. Nel 1850 Ulma viene raggiunta dalla ferrovia: si inaugurano le linee per Stoccarda e per Friedrichshafen. Nel 1854 segue la linea per Monaco di Baviera. A metà dell'800 riprendono i lavori per la costruzione del Duomo. Nel 1890 si completa la torre campanaria seguendo i progetti del Medioevo. Nel 1900 Ulma ha già 43.000 abitanti.
Nel dicembre del 1944 e nel 1945 Ulma subisce pesanti bombardamenti. Alla fine della seconda guerra mondiale circa l'80% del centro storico è distrutto.
La sera serata con gli amici del Gebirgsjaegervereinigung Burgau e Ungebung.

Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
video  -  video1  -  video2  -  video3

26 aprile:
Giornata di rientro con visita alla basilika Ottobeueren. La basilica dei Santi Alessandro e Teodoro, in tedesco Basilika zu Sankt Alexander und Theodor è la chiesa del monastero benedettino di Ottobeuren, in Baviera.
Costruita fra il 1737 ed il 1766 rappresenta uno dei capolavori dell'Architettura barocca tedesca.
Nel 1926 papa Pio XI l'ha elevata al rango di basilica minore.
L'abbazia dedicata ai Santi Alessandro e Teodoro[1] venne fondata nel 764 da Silach, un nobile alemanno e nel 972 venne elevata al rango di Reichsabtei, Abbazia imperiale dall'imperatore Ottone I. Nel 1089 venne eretto un nuovo edificio[2] e già nel 1204, venne intrapresa la costruzione di un'altra chiesa, gotica, con un coro occidentale dedicato a San Michele e cripta dedicata a Sant'Orsola.
Nel 1525 il monastero e la chiesa vennero saccheggiati nella guerra dei contadini e nel 1553 si iniziò la ristrutturazione della chiesa in stile rinascimentale. Il coro venne sostituito da uno più ampio, le due torri ottagonali orientali vennero coronate da due cupole a cipolla e l'edificio di nuovo consacrato il 21 settembre del 1558.
Durante la guerra dei Trent'anni la chiesa e il convento furono più volte saccheggiati fra il 1630 e il 1635. Nel 1682 si pensò ad una nuova ristrutturazione barocca del monastero, che ebbe inizio nel 1686 a partire dalla vecchia chiesa. Questa conversione, però, durò poco, infatti già dal 1711 l'intero monastero fu a poco a poco abbattuto e sostituito da una nuova, grande, costruzione barocca; quella odierna.
La chiesa fu ricostruita fra il 1737 e il 1766 dall'architetto Simpert Kraemer (fino al 1748) e dal grande Johann Michael Fischer in stile rococò. Nel 1802, con la secolarizzazione, l'abbazia imperiale venne sciolta e la chiesa divenne proprietà dell'Elettorato di Baviera prima, e del Regno di Baviera poi. Alcuni degli allora 48 monaci furono autorizzati a continuare la vita monastica a Ottobeuren e così il convento persistette. Dal 1834-35 il monastero divenne un priorato dipendente dell'Abbazia Benedettina di Santo Stefano di Augusta.
 A pranzo ci siamo recati presso Brauerei-Gasthof Hotel Post a Nesselwang

 Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
2019_04_13 Sulle tracce dell'imperatore Massimiliano primo in Welschtirol (Trentino).
Il Südtiroler Schützenbund, in occasione dei 500 anni dalla morte, ha organizzato un viaggio studio in Welschtirol (Trentino) sulle tracce dell'imperatore Massimiliano Primo d'Asburgo. Il primo luogo visitato è stato San Michele all'Adige dove nel cortile del museo degli usi e costumi della gente trentine si trova il "quadrato magico" del 1516 dove si può leggere il nome di Massimiliano i qualsiasi direzione. Il luogo visitato successivamente è stata la città di Trento, con la chiesa di Santa Maria Maggiore, e quindi in via Belenzani la facciata del palazzo Geremia affrescata nel 1501 in seguito alla visita dell'imperatore nella città quando non era ancora imperatore del Sacro Romano Impero. Successivamente la visita si sposta in duomo dove nel febbraio 1508 Massimiliano fu incoronato Imperatore del Sacro Romano Impero. Nel duomo si trova anche la lastra tombale di Roberto da San Severino,  condottiero veneziano, morto il 10 agosto 1487 annegando nell'Adige durante la Battaglia di Calliano. Il Vescovo Principe Udalrico Frundsberg in onore del valoroso nemico ordinò, che fosse onorevolmente sepolto nella Cattedrale. Nel 1493 la Statua verrà invece sostituita da una lastra tombale per ordine dell'Imperatore Massimiliano I.  Gli stemmi sulla parte superiore della lastra marmorea sono dei duchi d'Austria, di Trento, del Tirolo , del Principato Vescovile e del Vescovo principe Udalrico Frundsberg. La visita è poi proseguita fino davanti a palazzo Taberelli, dove sulla facciata è inserita un medaglione che riporta il volto dell'imperatore.  I medaglioni in pietra – opera del veronese Alessio Longhi, cui si deve anche il progetto del palazzo – raffigurano personaggi illustri (Bernardo Cles, Massimiliano I, Carlo V, imperatori del sacro romano impero). Dopo il pranzo presso il paese di Solargne, con una puntatina sulle rive dell'Adige dovo sono ancora visibili i percorsi dove camminavano i cavalli che trainavano i traghetti nella risalita del fiume, si è passati per la chiusa di verona (Bern Klause). La giornata infine è terminata presso Castel Pietra (Calliano) antico castello posto a difesa della città di Trento.
Siamo stati accompagnati da Dr. Margareth Lun, Kulturreferentin des SSB e dal Univ.-Prof. DDr. Helmut Rizzolli come guida storica

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
2019_04_11 SK Rovereto. Carlo Simeoni ha presentato il suo nuovo libro "Nati in Tirolo, morti in Trentino. Sulle traccie della famiglia Ziller". Hanno commentato il libro, Carlo Andreotti, Ferrandi Giuseppe direttore Fondazione Museo Storico del Trentino, e Paolo Toniolatti del Circolo Gaismayr. La serata è stata allieta dalla MK Kalisberg.
2019_04_11 Carlo Primo d'Asburgo. Carlo Primo d'Asburgo la via della santità e la ricerca della pace nella famiglia e nella politica. Presso l'aula del seminario Maggiore si è tenuta una conversazione sul tema. Introduce don Severino Vareschi docente di storia della chiesa, modera il prof. Maurizio Dossena delegato della Gebetsliga di Piacenza. Hanno partecipato alla conversazione  S.A.I.R l'Arciduca Martino d'Austria d'Este, prof. Marco Cimmino storico, don Fortunato Turrini professore emerito di lettere e storico,  don Arnaldo Morandi delegato nazionale della gebetsliga. Ha presenziato sua Ecc. Mons. Lauro Tisi Arcivescovo di Trento.
Isernia -viaggio della memoria 5 - 6- 7 aprile 2019
L'internamento ad Isernia, allora in provincia di Campobasso, degli ex soldati del disciolto esercito austro-ungarico già rientrati nelle loro case a guerra finita. Per essi fu una esperienza molto pesante, anche perché ormai si credeva che, dopo l'armistizio del 4 novembre 1918, nulla di grave potesse accadere. Fu questo un comportamento non proprio glorioso, da parte della nuova "patria" italiana verso i nuovi sudditi trentini "irredenti".
Il ritrovamento di alcuni diari di ex prigionieri trentini ha dato la possibilità di approfondire il periodo del viaggio, le condizioni del soggiorno ad Isernia e del ritorno definitivo a casa. E' una di quelle storie nefande messe a tacere fino al tempo presente per motivi di opportunità politica ed ancor oggi poco raccontate. E' un tassello di quell'insieme di desolanti vicende di profughi, internati, prigionieri di ogni fronte, che l'evoluzione autoritaria degli stati in guerra creò e che continuò anche a guerra finita.
Tutto questo nasce dall'invio di un telegramma da parte del presidente del consiglio Emanuele Orlando al generale Armando Diaz in cui diceva: "lo ritengo che il primo atto che formalmente si deve compiere è la dichiarazione di prigionieri di guerra di tutti i militari che già appartennero a/l'esercito austro-ungarico, salvo consentirne la liberazione ed il ritorno al domicilio di coloro che appartengono alle terre da noi occupate, la cui liberazione deve avvenire sotto due condizioni: primo, che sia opportunamente verificata l'appartenenza territoriale suddetta. Secondo: che l'individuo non risulti per se stesso terribile. Tali norme io dichiarai ai deputati del Trentino che si sarebbero dovute applicare agli italiani redenti".
La genericità del testo lasciava spazio a varie interpretazioni. Sta di fatto che due giorni dopo il telegramma fu emesso un bando che ordinava di presentarsi entro il 18 c.m. "alle autorità militari per essere inviati in Italia". Per quanti ubbidirono cominciò così l'esperienza di prigionia ad Isernia che segnò la vita di tutta la comunità trentina oltre a quella dei protagonisti.
Notizie tratta dal libro "Reduci Trentini prigionieri ad Isernia 1918 - 1920" di Luciana Palla
Niente di tutto questo si è tramandato nella memoria storica degli abitanti di Isernia su quei campi d'internamento allestiti all'interno della città che ospitarono più di un migliaio di prigionieri trentini e triestini, i quali vennero a contatto con la popolazione civile, come essi stessi raccontano nei loro diari. Sicuramente il bombardamento della città effettuato dagli alleati nel 10 settembre 1943 che provocò migliaia di morti e distrusse quasi interamente la città prese il posto di queste memorie. Il bombardamento di Isernia da parte delle forze aeree anglo-americane è stato uno degli eventi più tragici che abbia mai colpito la città. Appena due giorni dopo l'annuncio dell'armistizio firmato dal Maresciallo Badoglio con gli Alleati, la popolazione isernina accolse con festosi saluti e sventolio di fazzoletti bianchi gli aerei anglo-americani che sorvolavano la città, ignara del triste destino cui sarebbe andata incontro. Infatti gli aerei militari intrapresero un feroce bombardamento e distrussero gran parte del centro abitato, uccidendo circa 4000 persone.
Che questo evento possa anche essere l'occasione di un incontro fra il Trentino e la città d'Isernia che per motivi diversi sono state coinvolte nella stessa tragedia. Rimettendo al centro la parola PACE per far sì che tali eventi non debbano succedere mai più.

Il sabato mattina è stata fatta una visita alla fonderia Marinelli (fonderia pontificia) ad Agnone.
Nel pomeriggio alle ore 16.00 ha avuto inizio la presentazione dell'iniziativa alla presenza del sindaco di Isernia d'Apollonio Giacomo, il vescovo di Isernia-Venafro Camillo Cibotti, il vicepresidente Consiglio provinciale di Isernia Cristofaro CARRINO, più altri rappresentanti delle istituzioni locali e dei rappresentanti del Trentino Walter Kaswalder presidente del Consiglio Provinciale di Trento, Il sindaco di Calliano Lorenzo Conci, la vicesindaca di Faedo Viviana Brugnara, L'assessore alla cultura della Comunità di Primiero Francesca Franceschi ed il direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino Giuseppe Ferrandi.
La serata è inziata con lo scambio di saluti da parte dei vari rappresentanti. In questa occasione la Federazione ha regalato ai rappresentanti degli istituzioni locali dei Scheiben rappresentanti la figura di Franesco Giuseppe, e l'aquila tirolese, al Vescovo è stato donato un Scheibe riportante la figura del Beato Carlo. è poi proseguita con una piccola esposizione storica dei fatti da parte della sig.a Luciana Palla, preceduta da un intervento di carattere generale da parte del Landeskommandant e da parte di Giuseppe Ferrandi. al termine la banda di Faedo ha allietato la serata con un concerto iniziato con il "Landes Hymne" e terminato con "Dem Land Tirol die Treue"
La domenica la cerimonia ufficiale di ricordo inizia con il Landesüblicher Empfang in piazza X settembre seguita dalla deposizione di una corona, preceduta da una salva in onore, al monumento dei caduti del bombardamento del 10 settembre 1943 da parte degli americani sulla città e nella chiesa di Santa Chiara, una delle 4 chiese luogo di prigionia. In corteo ci si è poi recati nella Cattedrale di Isernia per la santa messa celebrata dal vescovo Camillo Cibotti. Alla fine della Santa Messa sono state benedette le corone ed il crocefisso donata dagli Standschuetzen e Kaiserschuetzen alla chiesa di San Francesco. A seguire letta la preghiera degli Schuetzen ed un pioccolo intervento del Landeskommandant di ringraziamento rivolto al Vescovo per le sue parole fatte durante l'omelia ed una spiegazione della motivazione della "salva d'onore". Al termine è seguito il bacio della Reliquia del Beato Carlo al suono del Keiserhymne.
Ripreso l'inquadramento nella piazza antistante il duomo il corteo si è recato davanti alla chiesa di San Francesco, altro luogo di prigionia, dove è stato collocato il crocefisso precedentemente benedetto con la deposizione di un'altra corona.
In chiusura il corteo riprende la sua marcia per recarsi presso il ex monastero "Santa Maria delle Monache" dove è stata scoperta la lapide a ricordo dell'evento al suono del Keiserhymne ed il Landeshyme. Dopo la deposizione di una corona, sono seguito poi i discorsi di chiusura per i saluti finali. La cerimonia si è conclusa con il suono dell'inno europeo.
Il corteo riprende quindi la marcia per ritornare in piazza Andrea d'Isernia dove ci sarà il definitivo scioglimento.
Un grande ringraziamento alla banda di Faedo per l'impeccabile accompagnamento musicale.
In Hotel
Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder

visita fonderia Marinelli
Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder


presentazione evento
Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder


cerimonia ufficiale
Google foto   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder



video: quotidiano Molise   -   quotidiano Molise   -    Rai Alto Adige (dal minuto 6)   -   Rai news abruzzo (dal minuto 8)   -   TGR Trento
Banda musicale di Faedo:   video1   -   video2
2019_04_02 Trento città dipinta. martedì 2 aprile, Hanns-Paul Ties, storico dell’arte di Monaco di Baviera ha parlato del sovrano asburgico eletto imperatore nel febbraio 1508 a Trento. Il titolo dell'incontro «Sull’arte della scalata sociale. La visita di re Massimiliano I a Trento nell’ottobre 1501 e gli affreschi della facciata di Palazzo Geremia». Salvatore Ferrari, storico dell’arte della Soprintendenza per i beni culturali e consigliere di «Italia Nostra» ha moderato questo appuntamento.

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
CELEBRAZIONE UFFICIALE 1 APRILE 2019, BRESCIA, PARROCCHIA DI SAN GOTTARDO, SANTA MESSA PRESIEDUTA DA SUA ECC. MONS CARLO MAZZA VESCOVO EMERITO DI FIDENZA. Per l’occasione è prevista l’ostensione delle reliquie del Beato Carlo e di San Giovanni Paolo II.
 
1 Aprile 2019
 
Il primo di aprile del 1922, 97 anni fa moriva Carlo d’Asburgo Lorena, ultimo Imperatore d’Austria proclamato beato nell’ottobre del 2004 da San Giovanni Paolo II. Alla morte aveva soltanto 34 anni ed era in esilio a Madeira, cacciato dal trono dalle nuove forze politiche che si erano rafforzate nel Paese dopo la prima guerra mondiale e che si opponevano a Carlo perché cattolico osservante e rappresentante di quell’antico Sacro Romano Impero che difendeva la Chiesa.
Il 2 aprile, invece, ricorre l'anniversario della morte di un altro grande, grandissimo uomo: Carlo Wojtyla e cioè Papa Giovanni Paolo II.
In due giorni si ricordano gli anniversari di un Imperatore beato e di un Papa santo. Austriaco il primo, polacco il secondo. Due eccezionali protagonisti della storia del novecento.
Due persone che non si sono mai conosciute su questa terra, ma che erano legate dalla fede cristiana, dalla pratica eroica delle virtù evangeliche nella vita quotidiana e anche da un sottile e misterioso dettaglio affettivo: avevano avuto al battesimo per volontà del padre lo stesso nome, Carlo.
Su questo argomento esiste una testimonianza nuova e inedita. Uno dei figli dell’Imperatore Carlo I Arciduca Rodolfo, ha raccontato che lo stesso Giovanni Paolo II gli ha rivelato perché al battesimo fu chiamato Carlo. "Fu durante un’udienza privata che Papa Wojtyla concesse alla mia famiglia", ha raccontato l’Arciduca Rodolfo.
"C’erano i miei figli, con le loro famiglie e c’era anche mia madre, l’Imperatrice Zita. Il Papa ci accolse con grande cordialità. Parlò con grande entusiasmo di mio padre, l’Imperatore Carlo. E rivolgendosi a mia madre, la chiamava “la mia Imperatrice” e ogni volta si inchinava verso di lei. Ad un certo momento disse: “Sapete perché al battesimo io fui chiamato Carlo? Proprio perché mio padre aveva una grande ammirazione per l’Imperatore Carlo I, di cui è stato un soldato”. Testimonianza molto significativa che conferma vieppiù la costante ammirazione manifestata sempre da Giovanni Paolo II per Carlo d’Austria.
Aveva imparato a conoscerlo dal proprio genitore, Karol Wojtyla senior, che era stato sottufficiale del 56° reggimento di fanteria dell’esercito austroungarico, quindi soldato dell’Imperatore Carlo I°. Fin da allora, Karol Wojtyla senior aveva intuito la grandezza morale e spirituale del suo Imperatore e se ne era entusiasmato al punto da dare al proprio figlio quel nome. E, mentre il figlio cresceva, gli trasmetteva la vera storia di quell’Imperatore, confutando le dicerie e le calunnie diffuse da coloro che lo avevano combattuto e ridotto poi all’esilio.
Così, anche il futuro Papa imparò ad apprezzare il giovane e sfortunato Imperatore austriaco, vedendo in lui una rara e fulgida figura di sovrano giusto e leale, generoso e amorevole, pronto a qualsiasi sacrificio personale per il bene del popolo. Per questo, da Papa, ne sostenne apertamente e con entusiasmo il processo di beatificazione e quando poté celebrare la solenne cerimonia lo fece con gioia, indicando il sovrano austriaco come modello per tutti gli uomini politici.
Quando, nel 2004, venne diffusa la notizia che l’Imperatore Carlo I° d’Austria sarebbe stato beatificato, molti, anche in ambito cattolico, si meravigliarono. Trovavano strano che un Imperatore, cioè un uomo appartenente al mondo dei nobili, dei ricchi, dei potenti della terra potesse diventare santo.
I giornali ricordarono figure del passato: Re Stefano d’Ungheria, Sant’Agnese di Praga, Sant’Elisabetta d’Ungheria, Sant’Enrico II Imperatore, Santa Brigida di Svezia, San Luigi IX re di Francia, San Ferdinando re del Portogallo eccetera, sottolineando, però, che si trattava di “regnanti” vissuti in tempi molto lontani, quando i processi di beatificazione non erano rigorosi come lo sono ora, mentre Carlo I d’Austria era morto nel 1922, all’inizio del novecento, meno di cento anni prima. Era un uomo giovane, intelligente, colto, bello, marito di una principessa bellissima, Zita dei Borboni Parma, (per la quale è iniziata la causa di beatificazione) da cui aveva avuto otto figli. Per la mentalità moderna, sembrava impossibile che una persona del genere avesse esercitato le virtù evangeliche in maniera eroica al punto da meritare la gloria degli altari.
Su di lui inoltre circolavano molti pregiudizi. Gli storici laicisti lo avevano sempre definito “un debole e un incapace”. Salito al trono nel 1916, quando era in pieno svolgimento la Prima guerra mondiale, lo incolpavano di non essere stato capace di vincere la guerra. Per questo, dopo il conflitto era stato esiliato dal suo Paese. Ma, poi, alla luce di una grande mole di documenti emersi al processo di beatificazione e di altri studi pubblicati dopo quel processo, si è scoperto invece che l’Imperatore Carlo I fu un politico lungimirante, che voleva il “bene vero” dei suoi sudditi, che aveva grandi idee d’avanguardia per l’Europa. Na soprattutto usò ogni mezzo lecito per raggiungere il bene supremo della pace. L’Unione di Preghiera per la Pace e la Fratellanza tra i Popoli, (Gebetsliga) porta avanti ora anche in Italia la causa di canonizzazione del Beato Carlo ma soprattutto ha lo scopo di far conoscere ed apprezzare la vita, l’opera e la santità del Beato Imperatore Carlo d’Austria. Questa associazione pubblica di fedeli riconosciuta dalla chiesa ha il suo centro e la sede italiana a Brescia nella parrocchia di San Gottardo, dove si conservano alcune reliquie dell’Imperatore.
 
Dal sito “Beatocarloinitalia.it”

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
2019_03_30 VTM- Vorstandssitzung in Wals - VTM, VEREINIGUNG DER TRADITIONSVERBÄNDE MITTELEUROPA. Vorstandssitzung in Wals - visita al museo Wehrgeschichte Museum Salzburg

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
Trachtenmusikkapelle Wals: video1   -   Bomische Liebe
2019_03_24 SK Konigsberg - commemorazione di Andreas Hofer e dei caduti durante la battaglia del monte Corona a Faedo.

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
Dolomiten   -   l'Adige
2019_03_22/23 tiro a segno - Nella Schuetzenheim della SK Ainet tiro a segno con fucile aria compressa distanza 10 metri. Sabato a Matrei am Brenner in un bunker sede della locale associazione di tiro a segno tiro con la pistola, primi 10 colpi con Klein kaliber e poi altri 10 colpi con pistola Gross Kaliber. A seguire premiazione.

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder

2019_03_17 SK Bozen - assemblea annuale

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder

2019_03_16 SK Roveredo. come tutti gli anni la SK Roveredo organizza una cena per i propri soci ed amici sostenitori.

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder

2019_03_10 WTSB. Si è svolta a Rovereto l'assemblea annuale  ordinaria della Federazione Schuetzen del Welschtirol. Presenti 24 compagnie su  26 con oltre 110 Schuetzen. Dopo aver celebrato la St. Messa nella chiesa  "Madonna di Loreto", officiata da Padre Mario Pangallo, il corteo si è recato  presso il monumento che ricorda i caduti Roveretani con la divisa  Austro-Ungarica dove è stata deposta una corona in ricordo di tutti i caduti. Il  corteo è proseguito poi verso la Sala della Filarmonica in corso Rosmini dove si  è tenuta l'assemblea. I graditi ospiti che hanno assistito alla assemblea sono  stati:
In rappresentanza delle Istituzioni: il Presidente della Provincia  Autonoma di Trento Maurizio Fugatti, il Presidente del Consiglio Provinciale  Walter Kaswalder, il sindaco di Calliano Lorenzo Conci.
In rappresentanza del  Südtiroler Schützenbund: Il Landeskommandant Elmar Thaler, Paul Bacher  Ehrenlandeskommandant SSB, Hubert Straudi Obmann-Stellvertreter Herz Jesu  Notfonds, Robert Ventir Adjutant des Landeskommandanten
In rappresentanza del  Bund der Tiroler Schuetzenkompanien: Mjr. Andreas Raass Viertelkommandant Tirol  Mitte e Michael Steinbacher Oberleutnant SK Wilten.
In rappresentanza di V.T.M  Vereinigung Traditionsverbande Mitteleuropa: Alfred Ertl Obmann und Präsident  V.T.M
In rappresentanza del circolo Gaismayr – Il Presidente Sommadossi Alberto
I Soci onorari: Carlo Andreotti, Franco Panizza, Eusebio Cembranelli e Karl  Pircher.

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder

facebook Trentino   -   TrentinoTV al minuto 3.30   -   Trentino   -   dolomiten

2019_03_08 SK Roveredo. La SK Roveredo, come ogni anno, l'otto marzo fa visita agli ospiti della casa di riposo di Avio. Nell'occasione fa dono di un piccolo cuore giallo a tutte le donne presenti.

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder

2019_03_02 SK Konigsberg - cena annuale per i soci e per i sostenitori della Compagnia Konigsberg

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
2019_02_24 SK Pine Sover - Commemorazione Hptm Domenico Santuari che ai tempi di Andreas Hofer ha combattuto per difendere la propria Heimat contro gli invasori Francesi. Foto gentilmente concesse da Vettori Fabrizio

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
2019_02_23 SK Brixen - In ricordo di Peter Mayr (Siffiano di Renon, 15 agosto 1767 – Bolzano, 20 febbraio 1810). Peter Mayr è stato un patriota tirolese che prese parte all'Insorgenza tirolese. Era figlio del contadino Peter Mayr (1741–1806) e di Maria Unterhofer (1743–1815). Nel 1795 prese in gestione l'osteria "Croce bianca" (Weißen Kreuz) sulla strada a sud di Chiusa che divenne nota come "Al raschietto" (beim Schaber). Il 3 aprile 1797 sperimentò il ruolo di guida degli Schützen di Renon in una scaramuccia contro un reparto francese che fu costretto a ritirarsi a Bolzano. L'onesto oste "della Mara", guidò nel 1809 con Andreas Hofer le lotte di liberazione dei tirolesi. Il luogotenente Mayr, assieme all'eroe Hofer, furono entrambi rinchiusi nel carcere cittadino, posto di fronte alla Maximilianhaus (oggi sede del Museo di scienze naturali dell'Alto Adige). Anche Peter Mayr, come Andreas Hofer, morì fucilato lo stesso giorno, ma a Bolzano, dopo che rifiutò di mentire per salvarsi; gli sarebbe bastato giurare di non aver saputo dell'appello all'armistizio per aver salva la vita, ma fedele al comandamento di "non dire falsa testimonianza", fu giustiziato.

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
2019_02_20 Innsbruck - In ricordo di Andreas Hofer  nell'anniversario della sua morte. Hofer fu fucilato a Mantova ad opera dei  Francesi il 20 febbraio 1810

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
2019_02_17 Merano - come tutti gli anni gli Schuetzen ricordano Andreas Hofer

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
foto   -   foto1   -   foto2
2019_02_09 Frassilongo - cena di chiusura gara di tiro a segno

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
2019_02_09 Circolo Culturale Gaismayr - assemblea annuale

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder

2019_02_09 ricordo dell'eccidio di Mussolente.
Dalla relazione del Podestà di Asolo riproposta fedelmente nel bel libro di Giorgio Zoccoletto 1797, l’invasione del trevigiano, reperibile nelle biblioteche civiche della provincia di Treviso si trova una triste storia che si svolse a Mussolente. Allora Mussolente e Bassano facevano capo a Treviso, e ancor oggi la chiesa conserva questa divisione del territorio.
Ai primi di febbraio del 1797, francesi ed austriaci si scontrano nella Venezia e l’armata del generale Massena, in quei giorni si sta portando dalla Valsugana verso Bassano.
Accade che un reparto misto di cavalleria e fanteria, arriva la mattina del 2 febbraio (all’ora terza) anche a Mussolente e incomincia a razziare nelle fattorie. Alcuni abitanti tentano di opporsi tra cui un certo Andrea Polo (di anni 48) con suo figlio Sgualdo, «gastaldi» presso la famiglia dei nobili Soderini, ma sono arrestati assieme a Francesco Guadagnin di anni 60, Giuseppe Fontana di anni 34, e Orso Baldissera [sic], di anni 33, quest’ultimo di Romano d’Ezzelino.
Come si può leggere nel registro della parrocchia, ognuno di essi fu condannato dai comandanti francesi e, tutti assieme, furono trascinati sul colle di Cà Soderini e lì «moschettati». Finito il massacro, i francesi tornarono a svaligiare le case di quei poveretti e se ne andarono verso Bassano.
Un piccolo estratto della Lettera del cancelliere-pretore Vivian al podestà Zustinian Badoer il 2 febbraio 1796 m. v.
Un grosso corpo di Francesi della Divisione Massena, ieri retrocessa in Bassano dal Canal di Brenta, si introdusse questa mattina nel villaggio di Mussolente di questo territorio, legò cinque di quei poveri villici che, condotti sulla cima di un monte di Ca’ sederini, ivi furono moschettati, indi passando allo spoglio delle case di quelli infelici, se ne partì. Dalla riferta del Meriga di quel comune, che in copia rassegno a vostra Serenità ed a Vostre Eccellenze, l’umanità loro rileverà il tragico caso e comprenderà qual sia la lacrimevole situazione di questi sfortunati abitanti che dopo aver perduto la sostanza sacrificata in continue fazioni, vi lasciano anco miseramente la vita.
Estratto dal Blog “Dalvenetoalmondo”

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
video
2019_02_04 SK Bozen - ricordo dei 60 anni di rifondazione della Compagnia

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder

2019_01_26 SK Kronmetz - Schuetzenball
Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder

alcuni video:   entrata   -   ballo di apertura   -   ballo   -   ballo1   -   ballo2
2019_01_25 Castel Mareccio - L'imperatore Massimiliano I° e la guerra contro Venezia. Il convegno di studi è organizzato per celebrare la ricorrenza del cinquecentenario della morte dell'imperatore Massimiliano I°, straordinaria figura di soluzione fra epoca medioevale e moderna, strettamente legata alla città di Bolzano, a Castel Roncolo ed al territorio dell'antica Contea Tirolese. L'incontro, in particolare ha inteso affrontare diversi aspetti connessi alla guerra che l'imperatore mosse contro Venezia fra il 1509 ed il 1516. La stessa che porterà il Tirolo a raggiungere quei confini che avrebbe mantenuto, tranne brevi interruzioni, per quattro secoli, fino alla fine della prima guerra mondiale.
Alcuni interventi:
1508-1510 la campagnia di massimiliano nel basso Trentino e la dedizione di Rovereto - Carlo Andrea Postinger
L'incendio di Feltre del 1510 un mistero risolto? - Federrico Pigozzo
Friuli, Gorizia e Gradisca: la guerra in Friuli   -   Mauro Ambrosoli


Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
Alcuni interventi:
1508-1510 la campagna di Massimiliano nel basso Trentino e la dedizione di Rovereto  -  Carlo Andrea Postinger
L'incendio di Feltre del 1510 un mistero risolto?  -  Federico Pigozzo
Friuli, Gorizia e Gradisca: la guerra in Friuli   -   Mauro Ambrosoli
2019_01_21 Innsbruck - Bestellung neu Landesamtsdirektors HR. Dr. Herbert Forster und Landesamtsdirektor-Stellvertreterin HRin Mag.a Barbara Soder.
Landesüblicher Empfang im Meraner Innenhof des Landhauses, Festakt im Grossen Saal des Landhauses

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder

2019_01_20 San Sebastiano
Il 20 gennaio (il 18 nelle chiese orientali) si ricorda San Sebastiano martire, morto nel 288 d.C.
Alto ufficiale dell’esercito romano, martirizzato tramite il lancio di numerose frecce, è venerato come santo patrono della polizia locale e degli arcieri. E’ quindi riconosciuto come patrono anche dalle Compagnie degli Schützen/Tiratori al Bersaglio e come tale viene ricordato in diverse località della Provincia di Trento il giorno stesso o la domenica più vicina.
Nel novembre 2001 l’associazione Europea degli “Historischer Schützen” cioè dei tiratori storici ha incontrato Papa Giovanni Paolo II, che li ha accolti con queste parole:
“Cari Fratelli e Sorelle, con piacere vi porgo il benvenuto nel Palazzo Apostolico, e sono lieto che questo incontro si sia potuto realizzare. Come rappresentanti dell’Associazione Europea degli “Historischer Schützen” siete venuti in pellegrinaggio a Roma per visitare le tombe dei principi degli apostoli e per attingere dall’esperienza della fede comune la forza per il cammino verso il futuro. Chi vuole entrare nel futuro in modo sensato deve conoscere l’eredità del passato. Chi desidera, oggi, collaborare alla costruzione di un mondo giusto e pacifico, deve essere consapevole di quale sia la sua patria. Soprattutto per voi, quali membri di questa associazione di tiratori, la patria rappresenta un bene prezioso. Mentre in origine le vostre associazioni si sono dedicate alla protezione della patria come spazio vitale territoriale, oggi sono importanti i valori e le tradizioni ad essa collegate, che occorre conservare. Infine, la patria mostra la pienezza del suo significato se si supera la sfera terrena e si ricordano le parole che San Paolo ha rivolto ai Filippesi: “La nostra patria invece è nei cieli” (Fil 3, 20).
Cari Fratelli e Sorelle! Guardo a voi, che vi impegnate a conservare nei vostri Paesi il grande bene della patria nel suo significato completo e a trasmetterne le preziose tradizioni alle generazioni future, con riconoscenza e stima. Al vostro pellegrinaggio verrebbe a mancare qualcosa se non prevedesse anche una visita alla tomba di san Sebastiano! Infatti siete legati in modo particolare a questo martire, poiché lo avete eletto come vostro patrono. San Sebastiano può anche servirvi da modello per la vostra testimonianza cristiana.

Abbiamo un’altra testimonianza
Sempre al 2001 data quest’omelia di mons. Lorenzo Dalponte, composta per la celebrazione di San Sebastiano:
“A questo punto mi permetto di esprimere un saluto cordialissimo agli Schützen qui presenti fra noi nel ricordo del loro Santo patrono Sebastiano, la cui festa liturgica si celebra il 20 gennaio.
Nel fare memoria di questo Santo che decine di Schützenkompanien, al di qua ed al di là delle Alpi hanno scelto come loro Protettore, non meditiamo su una verità o su un miracolo del Vangelo, ma parliamo di un giovane ufficiale della guardia pretoriana, vissuto a Roma nel quarto secolo sotto l’imperatore Diocleziano e martirizzato per aver testimoniato la sua fede cristiana.
Sebastiano è un eroico giovane martire, cioè un testimone coraggioso della fede. Martire è colui che avverte il pericolo, sente arrivare la bufera, non teme di morire, non fugge ma resta al suo posto per il bene dei suoi fratelli. Perché? Anche i persecutori più feroci muoiono, muoiono anche i boia. Nella loro prepotenza questi sembrano vincere, distruggono, uccidono, tengono in mano un martello micidiale, i cui colpi portano morte. I martiri sono impotenti davanti a loro, sono come l’incudine, ma questa è più resistente del martello che battendo si spezzerà nelle mani del persecutore.
I veri eroi sono i Martiri! Lo sanno i credenti, che li scelgono a modello, e diventano i nostri benefattori, i mediatori di grazie, perché tali li rende l’Onnipotente Iddio.
Cari Schützen! Nei vostri Statuti promettete fedeltà a Dio, alla famiglia, alla vostra terra. Oggi siete qui per chiedere a San Sebastiano un aiuto per essere i tenaci e valorosi costruttori del Regno di Cristo nel mondo.
I nostri vecchi lo hanno venerato e invocato nei tristi periodi delle epidemie e quando imperversava la peste, lo hanno pregato nei momenti del pericolo e lo invocavano fra le fatiche ed i disagi gli spaccapietre ed i conciatori di pelli. Nel Trentino a San Sebastiano sono dedicate quindici chiese e trenta cappelle.
Cari Schützen, nelle nostre difficoltà, invochiamo spesso anche noi Sebastiano. Lo scrittore polacco Sienkiewicz, nel romanzo Quovadis ne ha fatto il coraggioso difensore della Chiesa romana. Sia anche il nostro difensore.
Chiediamo al Cielo che non ci manchi mai una casa, un lavoro, un pane. Se fossimo obbligati a vivere senza Dio, senza una casa, senza una patria ci troveremo in una situazione da disperati.
Preghiamo, affinché con l’intercessione di San Sebastiano ciò non avvenga mai. Auguro a tutti voi e ai fedeli qui presenti “Pace, bene e salute”. Amen.”.

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder


2019_01_19 Martinsbühel - Innsbruck. Gedenkmesse des seligen Kaiser Karl I in der Kirche von Schloss Martinsberg (Martinsbühel) ZIRL, und 98 Generalversammlung 2019.


Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
video
2019_01_13 Wien – nella Hofburg "Ball der Offiziere"



Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
Ball der Offiziere:   video   -   video1

2019_01_13 Wien – Festzug von der Oper zum Stephandom. Andreas Hofer Gedächtnismesse in Stephandom


Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder
Duomo Santo Stefano:    Santa Messa   -   MK Tels
2019_01_13 Wien Suedtiroler Platz - omaggio ad Andreas Hofer


Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder


2019_01_12 Tirolerball in Wiener Rathaus- Tirolerball in Wiener Rathaus – Telf. Landesüblicher Empfang und Tiroler Ball 2019

Giornali:


Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder

Landesüblicher Empfang: alcuni video

Landes Hymne   -   Ehrensalva   -   coro
Tirolerball: alcuni video
entrata gruppo   -   MK Tels   -    MK Tels1   -   MK Tels2   -   MK Telf3   -   Landes Hymne   -   uscita gruppo   -   ballo di gruppo
2019_01_01 Faedo - la canta della stella- La Pro Loco di Faedo come ogni anno ha riproposto uno degli eventi più suggestivi nella nostra regione. Ormai giunta alla sua 10a edizione, questa manifestazione popolare trentina richiama ogni anno un sempre maggior numero di spettatori.
Alla sera si spengono le luci del paese e tutto viene illuminato dalle fiaccole poste nelle varie strade del borgo. Preceduti da una grande stella illuminata, e con al seguito una schiera di figuranti in costume, giungono dalla parte alta del paese (dall’Oriente) i Re Magi, per adorare il bambin Gesù. Durante la discesa fanno tappa lungo i vari presepi dislocati nel paese intonando vari inni sacri. Il tutto si svolge in una magica atmosfera natalizia, circondati dal calore del fuoco delle fiaccole che illuminano i Re Magi, e dalle persone che partecipano all’evento attorno ai Magi in adorazione.
Questa tradizione è rinnovata ogni anno anche a Faedo (TN), dove si svolge la processione dei magi lungo le vie del paese. La manifestazione è davvero molto bella e scenografica. Complimenti a tutti i partecipanti e agli organizzatori che ogni anno propongono questa originale iniziativa.
Un po’ di storia:
Al tramonto del sole del 5 gennaio tre ragazzi vestiti da Re Magi e un pastore portatore della “Stella” rotante, iniziano il loro cammino, lungo il paese. In ogni casa visitata la canta si avvìa con “Dov’è nato il Re Messia” e la risposta degli abitanti “A Betlemme di Giudea!”. Inizia quindi l’esecuzione della lauda ‘I trèi Re’ che, insieme ad altri nove canti della Stella.
Quella dei Cantori della Stella è una tradizione diffusa in vari Paesi. L'usanza prevede una sorta di processione di casa in casa seguendo una grande "Stella di Betlemme" portata in alto tramite un'asta, con dei personaggi vestiti da Re Magi seguiti da altri figuranti (contadini, pastori etc).
I re Magi interpretano canti natalizi, benedicendo le case e apponendo sui portoni con un gesso una scritta dell'avvenuta benedizione contro il fuoco, le epidemie e gli incidenti.
La scritta riporta una sigla:  20+C+M+B+13.  Le prime due e le ultime due cifre rappresentano l'anno, le lettere i nomi dei Re Magi: Gaspare (Caspar in tedesco), Melchiorre e Baldassarre.
Secondo la Chiesa invece le iniziali indicano la dicitura latina "Christus Mansionem Benedicat", ossia Cristo benedica questa casa. I Cantori della Stella si riferiscono all'antica tradizione dei sapienti giunti da Oriente ad adorare il Bambino Gesù a Betlemme, a cui fa riferimento il Vangelo di Matteo.
Scrutatori delle stelle, questi personaggi misteriosi si lasciano guidare verso il luogo dove è nato il Messia promesso. Stando al racconto di Matteo, dopo essersi fermati a Gerusalemme per chiedere informazioni sul neonato, i Magi trovano il Bambino adagiato in una mangiatoia e, in segno di rispetto, gli offrono doni.


Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder

la canta della stella:
video1   -   video2   -   video3   -   video4   -   video5   -   video6   -   video7

2019_01_01 Miola di Pinè - El Paés dei Presepi: nel piccolo paese di Miola di Piné rivive da più di vent’anni la tradizione dei presepi che si incontrano a decine, sparsi negli avvolti, sulle finestrelle e negli antichi portici, alcuni caserecci e altri di notevole pregio artistico.
Nel periodo natalizio il paese si trasforma un grande presepe con oltre 100 presepi artigianali, spettacoli natalizi, animazione, laboratori e letture per bambini, gli animali del presepe, un mercatino dell’artigianato e dell’enogastronomia locale, la casa di Babbo Natale.
Infine il bellissimo presepe mobile di Mario e Chiara Anesin, assemblato in oltre 20 anni di certosino lavoro, che racchiude innumerevoli animazioni e 75 statuine mobili, il mercatino dell’artigianato e dell’enogastronomia locale. All’imbrunire, sopra il paese di Miola, fra gli abeti del Dosso… Si accende la scena della natività, per illuminare e scaldare tutto il paese.
In un “volto” con grande sorpresa la “Pinaiter Hausmusik” allieta la serata con canzoni religiose della tradizione locale del tempo di Natale.

Google Plus   -   foto / Bilder
Flickr   -   foto / Bilder

Pinaiter Hausmusik: alcuni video
video1   -   video2   -   Stille nacht
a
a
a
a
a
Email Address info@ilmondodeglischuetzen.it

TUTTI I DIRITTI RISERVATI
Torna ai contenuti