anno 2019 - Il mondo degli Schuetzen

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anno 2019

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RACCOLTA FOTO E TESTI DELLE ATTIVITA' DELL'ANNO 2019
(Manifestazioni, Conferenze, Serate, ed altro)

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2019_02_17 Merano - come tutti gli anni gli Schuetzen ricordano Andreas Hofer

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2019_02_09 Frassilongo - cena di chiusura gara di tiro a segno

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2019_02_09 Circolo Culturale Gaismayr - assemblea annuale

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2019_02_09 ricordo dell'eccidio di Mussolente.
Dalla relazione del Podestà di Asolo riproposta fedelmente nel bel libro di Giorgio Zoccoletto 1797, l’invasione del trevigiano, reperibile nelle biblioteche civiche della provincia di Treviso si trova una triste storia che si svolse a Mussolente. Allora Mussolente e Bassano facevano capo a Treviso, e ancor oggi la chiesa conserva questa divisione del territorio.
Ai primi di febbraio del 1797, francesi ed austriaci si scontrano nella Venezia e l’armata del generale Massena, in quei giorni si sta portando dalla Valsugana verso Bassano.
Accade che un reparto misto di cavalleria e fanteria, arriva la mattina del 2 febbraio (all’ora terza) anche a Mussolente e incomincia a razziare nelle fattorie. Alcuni abitanti tentano di opporsi tra cui un certo Andrea Polo (di anni 48) con suo figlio Sgualdo, «gastaldi» presso la famiglia dei nobili Soderini, ma sono arrestati assieme a Francesco Guadagnin di anni 60, Giuseppe Fontana di anni 34, e Orso Baldissera [sic], di anni 33, quest’ultimo di Romano d’Ezzelino.
Come si può leggere nel registro della parrocchia, ognuno di essi fu condannato dai comandanti francesi e, tutti assieme, furono trascinati sul colle di Cà Soderini e lì «moschettati». Finito il massacro, i francesi tornarono a svaligiare le case di quei poveretti e se ne andarono verso Bassano.
Un piccolo estratto della Lettera del cancelliere-pretore Vivian al podestà Zustinian Badoer il 2 febbraio 1796 m. v.
Un grosso corpo di Francesi della Divisione Massena, ieri retrocessa in Bassano dal Canal di Brenta, si introdusse questa mattina nel villaggio di Mussolente di questo territorio, legò cinque di quei poveri villici che, condotti sulla cima di un monte di Ca’ sederini, ivi furono moschettati, indi passando allo spoglio delle case di quelli infelici, se ne partì. Dalla riferta del Meriga di quel comune, che in copia rassegno a vostra Serenità ed a Vostre Eccellenze, l’umanità loro rileverà il tragico caso e comprenderà qual sia la lacrimevole situazione di questi sfortunati abitanti che dopo aver perduto la sostanza sacrificata in continue fazioni, vi lasciano anco miseramente la vita.
Estratto dal Blog “Dalvenetoalmondo”

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2019_02_04 SK Bozen - ricordo dei 60 anni di rifondazione della Compagnia
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2019_01_26 SK Kronmetz - Schuetzenball

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Alcuni interventi:
1508-1510 la campagna di Massimiliano nel basso Trentino e la dedizione di Rovereto  -  Carlo Andrea Postinger
L'incendio di Feltre del 1510 un mistero risolto?  -  Federico Pigozzo
Friuli, Gorizia e Gradisca: la guerra in Friuli   -   Mauro Ambrosoli
2019_01_25 Castel Mareccio - L'imperatore Massimiliano I° e la guerra contro Venezia. Il convegno di studi è organizzato per celebrare la ricorrenza del cinquecentenario della morte dell'imperatore Massimiliano I°, straordinaria figura di soluzione fra epoca medioevale e moderna, strettamente legata alla città di Bolzano, a Castel Roncolo ed al territorio dell'antica Contea Tirolese. L'incontro, in particolare ha inteso affrontare diversi aspetti connessi alla guerra che l'imperatore mosse contro Venezia fra il 1509 ed il 1516. La stessa che porterà il Tirolo a raggiungere quei confini che avrebbe mantenuto, tranne brevi interruzioni, per quattro secoli, fino alla fine della prima guerra mondiale.
Alcuni interventi:
1508-1510 la campagnia di massimiliano nel basso Trentino e la dedizione di Rovereto - Carlo Andrea Postinger
L'incendio di Feltre del 1510 un mistero risolto? - Federrico Pigozzo
Friuli, Gorizia e Gradisca: la guerra in Friuli   -   Mauro Ambrosoli


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2019_01_21 Innsbruck - Bestellung neu Landesamtsdirektors HR. Dr. Herbert Forster und Landesamtsdirektor-Stellvertreterin HRin Mag.a Barbara Soder.
Landesüblicher Empfang im Meraner Innenhof des Landhauses, Festakt im Grossen Saal des Landhauses

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2019_01_20 San Sebastiano
Il 20 gennaio (il 18 nelle chiese orientali) si ricorda San Sebastiano martire, morto nel 288 d.C.
Alto ufficiale dell’esercito romano, martirizzato tramite il lancio di numerose frecce, è venerato come santo patrono della polizia locale e degli arcieri. E’ quindi riconosciuto come patrono anche dalle Compagnie degli Schützen/Tiratori al Bersaglio e come tale viene ricordato in diverse località della Provincia di Trento il giorno stesso o la domenica più vicina.
Nel novembre 2001 l’associazione Europea degli “Historischer Schützen” cioè dei tiratori storici ha incontrato Papa Giovanni Paolo II, che li ha accolti con queste parole:
“Cari Fratelli e Sorelle, con piacere vi porgo il benvenuto nel Palazzo Apostolico, e sono lieto che questo incontro si sia potuto realizzare. Come rappresentanti dell’Associazione Europea degli “Historischer Schützen” siete venuti in pellegrinaggio a Roma per visitare le tombe dei principi degli apostoli e per attingere dall’esperienza della fede comune la forza per il cammino verso il futuro. Chi vuole entrare nel futuro in modo sensato deve conoscere l’eredità del passato. Chi desidera, oggi, collaborare alla costruzione di un mondo giusto e pacifico, deve essere consapevole di quale sia la sua patria. Soprattutto per voi, quali membri di questa associazione di tiratori, la patria rappresenta un bene prezioso. Mentre in origine le vostre associazioni si sono dedicate alla protezione della patria come spazio vitale territoriale, oggi sono importanti i valori e le tradizioni ad essa collegate, che occorre conservare. Infine, la patria mostra la pienezza del suo significato se si supera la sfera terrena e si ricordano le parole che San Paolo ha rivolto ai Filippesi: “La nostra patria invece è nei cieli” (Fil 3, 20).
Cari Fratelli e Sorelle! Guardo a voi, che vi impegnate a conservare nei vostri Paesi il grande bene della patria nel suo significato completo e a trasmetterne le preziose tradizioni alle generazioni future, con riconoscenza e stima. Al vostro pellegrinaggio verrebbe a mancare qualcosa se non prevedesse anche una visita alla tomba di san Sebastiano! Infatti siete legati in modo particolare a questo martire, poiché lo avete eletto come vostro patrono. San Sebastiano può anche servirvi da modello per la vostra testimonianza cristiana.

Abbiamo un’altra testimonianza
Sempre al 2001 data quest’omelia di mons. Lorenzo Dalponte, composta per la celebrazione di San Sebastiano:
“A questo punto mi permetto di esprimere un saluto cordialissimo agli Schützen qui presenti fra noi nel ricordo del loro Santo patrono Sebastiano, la cui festa liturgica si celebra il 20 gennaio.
Nel fare memoria di questo Santo che decine di Schützenkompanien, al di qua ed al di là delle Alpi hanno scelto come loro Protettore, non meditiamo su una verità o su un miracolo del Vangelo, ma parliamo di un giovane ufficiale della guardia pretoriana, vissuto a Roma nel quarto secolo sotto l’imperatore Diocleziano e martirizzato per aver testimoniato la sua fede cristiana.
Sebastiano è un eroico giovane martire, cioè un testimone coraggioso della fede. Martire è colui che avverte il pericolo, sente arrivare la bufera, non teme di morire, non fugge ma resta al suo posto per il bene dei suoi fratelli. Perché? Anche i persecutori più feroci muoiono, muoiono anche i boia. Nella loro prepotenza questi sembrano vincere, distruggono, uccidono, tengono in mano un martello micidiale, i cui colpi portano morte. I martiri sono impotenti davanti a loro, sono come l’incudine, ma questa è più resistente del martello che battendo si spezzerà nelle mani del persecutore.
I veri eroi sono i Martiri! Lo sanno i credenti, che li scelgono a modello, e diventano i nostri benefattori, i mediatori di grazie, perché tali li rende l’Onnipotente Iddio.
Cari Schützen! Nei vostri Statuti promettete fedeltà a Dio, alla famiglia, alla vostra terra. Oggi siete qui per chiedere a San Sebastiano un aiuto per essere i tenaci e valorosi costruttori del Regno di Cristo nel mondo.
I nostri vecchi lo hanno venerato e invocato nei tristi periodi delle epidemie e quando imperversava la peste, lo hanno pregato nei momenti del pericolo e lo invocavano fra le fatiche ed i disagi gli spaccapietre ed i conciatori di pelli. Nel Trentino a San Sebastiano sono dedicate quindici chiese e trenta cappelle.
Cari Schützen, nelle nostre difficoltà, invochiamo spesso anche noi Sebastiano. Lo scrittore polacco Sienkiewicz, nel romanzo Quovadis ne ha fatto il coraggioso difensore della Chiesa romana. Sia anche il nostro difensore.
Chiediamo al Cielo che non ci manchi mai una casa, un lavoro, un pane. Se fossimo obbligati a vivere senza Dio, senza una casa, senza una patria ci troveremo in una situazione da disperati.
Preghiamo, affinché con l’intercessione di San Sebastiano ciò non avvenga mai. Auguro a tutti voi e ai fedeli qui presenti “Pace, bene e salute”. Amen.”.

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2019_01_19 Martinsbühel - Innsbruck. Gedenkmesse des seligen Kaiser Karl I in der Kirche von Schloss Martinsberg (Martinsbühel) ZIRL, und 98 Generalversammlung 2019.


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Ball der Offiziere:   video   -   video1

2019_01_13 Wien – nella Hofburg "Ball der Offiziere"



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Duomo Santo Stefano:    Santa Messa   -   MK Tels
2019_01_13 Wien – Festzug von der Oper zum Stephandom. Andreas Hofer Gedächtnismesse in Stephandom


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2019_01_13 Wien Suedtiroler Platz - omaggio ad Andreas Hofer


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Landesüblicher Empfang: alcuni video

Landes Hymne   -   Ehrensalva   -   coro
Tirolerball: alcuni video
entrata gruppo   -   MK Tels   -    MK Tels1   -   MK Tels2   -   MK Telf3   -   Landes Hymne   -   uscita gruppo   -   ballo di gruppo
2019_01_12 Tirolerball in Wiener Rathaus- Tirolerball in Wiener Rathaus – Telf. Landesüblicher Empfang und Tiroler Ball 2019

Giornali:


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la canta della stella:
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2019_01_01 Faedo - la canta della stella- La Pro Loco di Faedo come ogni anno ha riproposto uno degli eventi più suggestivi nella nostra regione. Ormai giunta alla sua 10a edizione, questa manifestazione popolare trentina richiama ogni anno un sempre maggior numero di spettatori.
Alla sera si spengono le luci del paese e tutto viene illuminato dalle fiaccole poste nelle varie strade del borgo. Preceduti da una grande stella illuminata, e con al seguito una schiera di figuranti in costume, giungono dalla parte alta del paese (dall’Oriente) i Re Magi, per adorare il bambin Gesù. Durante la discesa fanno tappa lungo i vari presepi dislocati nel paese intonando vari inni sacri. Il tutto si svolge in una magica atmosfera natalizia, circondati dal calore del fuoco delle fiaccole che illuminano i Re Magi, e dalle persone che partecipano all’evento attorno ai Magi in adorazione.
Questa tradizione è rinnovata ogni anno anche a Faedo (TN), dove si svolge la processione dei magi lungo le vie del paese. La manifestazione è davvero molto bella e scenografica. Complimenti a tutti i partecipanti e agli organizzatori che ogni anno propongono questa originale iniziativa.
Un po’ di storia:
Al tramonto del sole del 5 gennaio tre ragazzi vestiti da Re Magi e un pastore portatore della “Stella” rotante, iniziano il loro cammino, lungo il paese. In ogni casa visitata la canta si avvìa con “Dov’è nato il Re Messia” e la risposta degli abitanti “A Betlemme di Giudea!”. Inizia quindi l’esecuzione della lauda ‘I trèi Re’ che, insieme ad altri nove canti della Stella.
Quella dei Cantori della Stella è una tradizione diffusa in vari Paesi. L'usanza prevede una sorta di processione di casa in casa seguendo una grande "Stella di Betlemme" portata in alto tramite un'asta, con dei personaggi vestiti da Re Magi seguiti da altri figuranti (contadini, pastori etc).
I re Magi interpretano canti natalizi, benedicendo le case e apponendo sui portoni con un gesso una scritta dell'avvenuta benedizione contro il fuoco, le epidemie e gli incidenti.
La scritta riporta una sigla:  20+C+M+B+13.  Le prime due e le ultime due cifre rappresentano l'anno, le lettere i nomi dei Re Magi: Gaspare (Caspar in tedesco), Melchiorre e Baldassarre.
Secondo la Chiesa invece le iniziali indicano la dicitura latina "Christus Mansionem Benedicat", ossia Cristo benedica questa casa. I Cantori della Stella si riferiscono all'antica tradizione dei sapienti giunti da Oriente ad adorare il Bambino Gesù a Betlemme, a cui fa riferimento il Vangelo di Matteo.
Scrutatori delle stelle, questi personaggi misteriosi si lasciano guidare verso il luogo dove è nato il Messia promesso. Stando al racconto di Matteo, dopo essersi fermati a Gerusalemme per chiedere informazioni sul neonato, i Magi trovano il Bambino adagiato in una mangiatoia e, in segno di rispetto, gli offrono doni.


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Pinaiter Hausmusik: alcuni video
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2019_01_01 Miola di Pinè - El Paés dei Presepi: nel piccolo paese di Miola di Piné rivive da più di vent’anni la tradizione dei presepi che si incontrano a decine, sparsi negli avvolti, sulle finestrelle e negli antichi portici, alcuni caserecci e altri di notevole pregio artistico.
Nel periodo natalizio il paese si trasforma un grande presepe con oltre 100 presepi artigianali, spettacoli natalizi, animazione, laboratori e letture per bambini, gli animali del presepe, un mercatino dell’artigianato e dell’enogastronomia locale, la casa di Babbo Natale.
Infine il bellissimo presepe mobile di Mario e Chiara Anesin, assemblato in oltre 20 anni di certosino lavoro, che racchiude innumerevoli animazioni e 75 statuine mobili, il mercatino dell’artigianato e dell’enogastronomia locale. All’imbrunire, sopra il paese di Miola, fra gli abeti del Dosso… Si accende la scena della natività, per illuminare e scaldare tutto il paese.
In un “volto” con grande sorpresa la “Pinaiter Hausmusik” allieta la serata con canzoni religiose della tradizione locale del tempo di Natale.
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