anno 2020 - Il mondo degli Schuetzen

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RACCOLTA FOTO E TESTI DELLE ATTIVITA' DELL'ANNO 2020
(Manifestazioni, Conferenze, Serate, ed altro)
FEBBRAIO
2020_02_29 SK Ainet. Tradizionellen Einzel und Mannschaftsschiessen.

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2020_02_29 Innsbruck. Letze Abschied von Winfried Matuella in der Alten Höttinger Kirche.

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2020_02_23 St. Leonhard in Passeier. Andreas Hofer Landesfeier beim Sandwirt in Passeier.

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2020_02_20 Mantova. Come ogni anno gli Schuetzen del Tirolo storico ricordano Andreas Hofer a Mantova nella ricorrenza della sua morte per mano dei francesi. Andreas Hofer: un eroe della Fede e della libertà del Tirolo, un autentico mito per la antica regione alpina. I tirolesi che nel 1809 presero le armi contro l’Imperatore Bonaparte furono guidati da Andreas Hofer, che non era un militare o un politico, ma un uomo di un piccolo paese del Tirolo, che aveva a cuore più di ogni altra cosa la fede e la libertà, combatterono, soffrirono e morirono non per un vago ideale, ma per difendere qualcosa di molto concreto, la piccola Patria e la libertà religiosa.

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2020_02_19 Mantova. Inaugurazione del nuovo museo a Mantova dedicato ad Andreas Hofer "Mantova Mito Memoria". Presenti i 3 Presidente dell'Euroregione, Fugatti Maurizio, Arno Kompatscher e Günther Platter, il Presidente del Consiglio Comunale di Mantova Massimo Allegretti, in rappresentanza della Regione Lombardia Stefano Bruno Galli. Il museo di tre sale è dedicato al Generale Barbone, come era soprannominato, nel 210° anniversario della fucilazione dell’eroe tirolese. Lo spazio è nato grazie alla collaborazione tra l’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino, il Comune di Mantova e l’Associazione Porta Giulia-Hofer.

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2020_02_19 Borghetto. Scopertura del cartello "Benvenuti nell'Euregio" alla presenza dei tre Presidente delle provincie del vecchio Tirolo, Maurizio Fugatti, Arno Kompatscher, Günther Platter. Vi erano presenti anche il Presidente del Consiglio Provinciale Walter Kaswalder, ed il Presidente del Consiglio Regionale Roberto Paccher. Fra i numerosi presenti il sindaco di Avio Federico Secchi, il sindaco di Dolcè Luca Manzelli ed il sindaco di Calliano Lorenzo Conci. Oggi abbiano messo uno dei primi mattoni necessari a costruire un futuro migliore per noi, per i nostri figli e per tutta l'Europa. Il cartello non segna affatto una frontiera, cioè non divide, ma segna un confine, parola che porta con se un significato positivo. Confinare significa essere vicini. L'Europaregion Euregio che, ricalca il territorio del vecchio Tirolo storico, sulla cartina ha la forma di un cuore ed è nel cuore dell'Europa. E' una regione che è sempre stata multilingue ed è sempre stata un esempio di convivenza. Per questo si candida ad essere la prima regione europea dei popoli alla quale speriamo si affianchino tante altre. La Heimat non è degli stati ma delle persone che vi abitano. Gli stati, come li conosciamo oggi, sono stati solo fonti di guerra e di tragedie umanitarie. Dobbiamo riportare al centro la persona con il diritto di vivere nella propria Heimat esercitando il diritto di autodeterminazione sancito dall'ONU.

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YouTube   -   scopertura tabella   -   Trentino TV   -   in Trentino i luoghi di Hofer   -   Ufficio stampa P.A.T   -   Meinbezirk   -   il Trentino


2020_02_16 SK Latzfons. Andreas_Hofer-Gedenkfeier. Buchvorstellung "Die Latzfonser Schuetzen". Ospite d'onore Landeshauptmann Arno Kompatscher.

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2020_02_14 Trento. Serata informativa sulla figura di Andreas Hofer presso "LE GALLERIE" a Piedicastello (TN). Dopo la visita alla mostra "Usavamo la cinepresa. Storie in formato ridotto", è iniziata la serata con l'intervento dei rappresentanti delle istituzioni presenti, Giuseppe Ferrandi direttore fondazione Museo Storico di Trento, Mario Geat Presidente della circoscrizione centro storico Piedicastello, Walter Kaswalter presidente del Consiglio Provinciale, Claudio Cia Consigliere P.A.T. e Ossanna Lorenzo Consigliere P.A.T.. Dopo una breve introduzione sul contesto storico del periodo e sulla figura di Andreas Hofer da parte del Landeskommandant WTSB Enzo Cestari, Lo storico Paolo Gulisano ha presentato la figura di Andreas Hofer nella sua veste più umana. La serata è stata caratterizzata dalla presenza di una folta partecipazione di pubblico.

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2020_02_08 ricordo dell'eccidio di Mussolente. Questo eccidio è dello stesso periodo dell'eccidio di Monterevere dove i soldati francesi, di fronte al rifiuto dell'oste di rifornirli di vettovaglie, sterminarono tutta la famiglia compreso un bambino di un anno. Dalla relazione del Podestà di Asolo riproposta fedelmente nel bel libro di Giorgio Zoccoletto 1797, l’invasione del trevigiano, reperibile nelle biblioteche civiche della provincia di Treviso si trova una triste storia che si svolse a Mussolente Allora Mussolente e Bassano facevano capo a Treviso, e ancor oggi la chiesa conserva questa divisione del territorio. Ai primi di febbraio del 1797, francesi ed austriaci si scontrano nella Venezia e l’armata del generale Massena, in quei giorni si sta portando dalla Valsugana verso Bassano. Accade che un reparto misto di cavalleria e fanteria, arriva la mattina del 2 febbraio (all’ora terza) anche a Mussolente e incomincia a razziare nelle fattorie. Alcuni abitanti tentano di opporsi tra cui un certo Andrea Polo (di anni 48) con suo figlio Sgualdo, «gastaldi» presso la famiglia dei nobili Soderini, ma sono arrestati assieme a Francesco Guadagnin di anni 60, Giuseppe Fontana di anni 34, e Orso Baldissera [sic], di anni 33, quest’ultimo di Romano d’Ezzelino. Come si può leggere nel registro della parrocchia, ognuno di essi fu condannato dai comandanti francesi e, tutti assieme, furono trascinati sul colle di Cà Soderini e lì «moschettati». Finito il massacro, i francesi tornarono a svaligiare le case di quei poveretti e se ne andarono verso Bassano. Un piccolo estratto della Lettera del cancelliere-pretore Vivian al podestà Zustinian Badoer 2 febbraio 1796 m. v. Un grosso corpo di Francesi della Divisione Massena, ieri retrocessa in Bassano dal Canal di Brenta, si introdusse questa mattina nel villaggio di Mussolente di questo territorio, legò cinque di quei poveri villici che, condotti sulla cima di un monte di Ca’ sederini, ivi furono moschettati, indi passando allo spoglio delle case di quelli infelici, se ne partì. Dalla riferta del Meriga di quel comune, che in copia rassegno a vostra Serenità ed a Vostre Eccellenze, l’umanità loro rileverà il tragico caso e comprenderà qual sia la lacrimevole situazione di questi sfortunati abitanti che dopo aver perduto la sostanza sacrificata in continue fazioni, vi lasciano anco miseramente la vita. Estratto dal Blog “Dalvenetoalmondo”

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2020_02_01 SK Ehrenburg. Tirolerball 2020. Die Bergdiamanten hat gespielt. Einlagen der Mühlauer Muller.

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GENNAIO
2020_01_26 Calliano. 103esimo anniversario cambio denominazione da Landschuetzen a Kaiserschuetzen da parte dell'imperatore Carlo I° d'Asburgo avvenuta a Calliano il 16 gennaio 1917.

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2020_01_25 SK kronmetz. Schützenball.

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2020_01_19 SK Roveredo. In ricordo di San Sebastiano nel paese di Serravalle. I patroni di Serravalle sono San Sebastiano e San Fabiano.

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2020_01_18 SK Bozen. Bozner Schuetzenball im Kolpinghaus

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2020_01_18 Innsbruck. Internationalen Gedenkmesse der Ernennung der Tiroler Landesschützen zu Kaiserschützen durch den seligen Kaiser Karl I in der Kirche von Schloss Martinsberg in Zirl. Im Anschluss findet die 99. Generalversammlung des Kaiserschützenbund Tirol 1921 in der Standschützenkaserne/Innsbruck Kranebitten statt. Le diapositive sono di Oswald Mederle

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Provenienza e sviluppo degli Standschützen o Bersaglieri Tirolesi
Le diapositive sono di Oswald Mederle (ARCHIV MEDERLE, BRIXEN)

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17_01_2020 Lavis. Interno della chiesa "Madonna di Loreto"

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2020_01_14 festa di San Romedio.  In occasione della festa di San Romedio il giorno 14 sera si è effettuato il "Cammino nella notte". Dalla Basilica di San Zeno al Santuario di San Romedio camminata di ca. 3 km che con il ritorno dura ca. 2 ore.

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2020_01_10-12 Tirolerball in Wiener Rathaus.
10_01 Heurigen in Wienerwald,
11_01 Landesüblicher Empfang in Wiener Rathaus alla sera Tirolerball.
12_01 Suedtiroler Platz, Andreas Hofer Denkmal. Festzug bis Stephandom und Gottesdienst, Festzug bis "In der Burg" in Hofburg.

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YouTube   -   video / video / video / dem Land Tirol die Treue

2020_01_06 Miola el paes dei presepi. El Paés dei Presepi: nel piccolo paese di Miola di Piné rivive da più di vent’anni la tradizione dei presepi che si incontrano a decine, sparsi negli avvolti, sulle finestrelle e negli antichi portici, alcuni caserecci e altri di notevole pregio artistico.

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Nel periodo natalizio il paese si trasforma un grande presepe con oltre 100 presepi artigianali, spettacoli natalizi, animazione, laboratori e letture per bambini, gli animali del presepe, un mercatino dell’artigianato e dell’enogastronomia locale, la casa di Babbo Natale. Infine il bellissimo presepe mobile di Mario e Chiara Anesin, assemblato in oltre 20 anni di certosino lavoro, che racchiude innumerevoli animazioni e 75 statuine mobili, il mercatino dell’artigianato e dell’enogastronomia locale. All'imbrunire, sopra il paese di Miola, fra gli abeti del Dosso… Si accende la scena della natività, per illuminare e scaldare tutto il paese. La “Konigsberg Musikanten” ha allietato la serata con canzoni della tradizione religiosa locale del tempo di Natale.

2020_01_05 Faedo - la canta della stella. La Pro Loco di Faedo, come ogni anno, ha riproposto uno degli eventi più suggestivi nella nostra regione.

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Ormai giunta alla sua 11a edizione, questa manifestazione popolare trentina richiama ogni anno un sempre maggior numero di spettatori.  Alla sera si spengono le luci del paese e tutto viene illuminato dalle fiaccole poste nelle varie strade del borgo.  Preceduti da una grande stella illuminata, e con al seguito una schiera di figuranti in costume, giungono dalla parte alta del paese (dall’Oriente) i Re Magi, per adorare il bambin Gesù. Durante la discesa fanno tappa lungo i vari presepi dislocati nel paese intonando vari inni sacri. Il tutto si svolge in una magica atmosfera natalizia, circondati dal calore del fuoco delle fiaccole che illuminano i Re Magi, e dalle persone che partecipano all’evento attorno ai Magi in adorazione. Questa tradizione è rinnovata ogni anno anche a Faedo (TN), dove si svolge la processione dei magi lungo le vie del paese. La manifestazione è davvero molto bella e scenografica. Complimenti a tutti i partecipanti e agli organizzatori che ogni anno propongono questa originale iniziativa.
Un po’ di storia: Al tramonto del sole del 5 gennaio tre ragazzi vestiti da Re Magi e un pastore portatore della “Stella” rotante, iniziano il loro cammino, lungo il paese. In ogni casa visitata la canta si avvìa con “Dov’è nato il Re Messia” e la risposta degli abitanti “A Betlemme di Giudea!”. Inizia quindi l’esecuzione della lauda ‘I trèi Re’ che, insieme ad altri nove canti della Stella. Quella dei Cantori della Stella è una tradizione diffusa in vari Paesi. L'usanza prevede una sorta di processione di casa in casa seguendo una grande "Stella di Betlemme" portata in alto tramite un'asta, con dei personaggi vestiti da Re Magi seguiti da altri figuranti (contadini, pastori etc). I re Magi interpretano canti natalizi, benedicendo le case e apponendo sui portoni con un gesso una scritta dell'avvenuta benedizione contro il fuoco, le epidemie e gli incidenti. La scritta riporta una sigla:  20+C+M+B+13.  Le prime due e le ultime due cifre rappresentano l'anno, le lettere i nomi dei Re Magi: Gaspare (Caspar in tedesco), Melchiorre e Baldassarre. Secondo la Chiesa invece le iniziali indicano la dicitura latina "Christus Mansionem Benedicat", ossia Cristo benedica questa casa. I Cantori della Stella si riferiscono all'antica tradizione dei sapienti giunti da Oriente ad adorare il Bambino Gesù a Betlemme, a cui fa riferimento il Vangelo di Matteo. Scrutatori delle stelle, questi personaggi misteriosi si lasciano guidare verso il luogo dove è nato il Messia promesso. Stando al racconto di Matteo, dopo essersi fermati a Gerusalemme per chiedere informazioni sul neonato, i Magi trovano il Bambino adagiato in una mangiatoia e, in segno di rispetto, gli offrono doni.

2020_01_04 ARCO - Le Compagnie Schuetzen di Arco, Roveredo e Vezzano hanno presenziato alla cerimonia in occasione del ricordo del 125° anniversario della morte, avvenuta ad Arco, di S.M: Francesco II di Borbone.

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Evento organizzato dalla Fondazione Francesco II di Borbone. Ha presenziato il Presidente del Tribunale sig. Guglielmo Avolio di Trento. Era presente anche il Comitato Tradizioni Usi e Costumi Arcensi Gruppo Arco Asburgica. Francesco II di Borbone, battezzato Francesco d'Assisi Maria Leopoldo (Napoli, 16 gennaio 1836 – Arco, 27 dicembre 1894), è stato re del Regno delle Due Sicilie dal 22 maggio 1859 al 13 febbraio 1861. Figlio di Ferdinando II di Borbone e della prima moglie Maria Cristina di Savoia (figlia di re Vittorio Emanuele I), che morì appena cinque giorni dopo il parto, fu il quinto ed ultimo re Borbone sul trono di Napoli e, in assoluto, l'ultimo re del Regno delle Due Sicilie. Di carattere timido e bonario, fu educato dai padri scolopi secondo rigidi precetti morali e religiosi, e in particolare da Monsignore Nicola Borelli, il cappellano di corte. Sposò nel 1859 la duchessa Maria Sofia in Baviera - sorella dell'imperatrice Elisabetta d'Austria e cugina del re Ludovico II di Baviera -, che era più giovane di lui di cinque anni e aveva un temperamento del tutto opposto al suo. Francesco ebbe una sola figlia, la piccola Maria Cristina Pia di Borbone-Due Sicilie, morta a soli tre mesi d'età. Dopo la capitolazione di Gaeta (13 febbraio 1861) Francesco II, con la moglie, si recò in esilio a Roma, via mare su di un piroscafo francese. Francesco II morì nel 1894 in Trentino (allora austriaco), durante uno dei suoi viaggi compiuti per sottoporsi a cure termali; venne sepolto nella chiesa di Arco. Le spoglie di Francesco II, di Maria Sofia e della loro figlia Maria Cristina, ultima famiglia reale napoletana, riunite dopo varie vicissitudini, riposano oggi nella Basilica di Santa Chiara, a Napoli, dal 18 maggio 1984, dove sono state portate in forma solenne.

2020_01_03 Bollettino delle leggi dell’impero pei Regni e Paesi rappresentati nel Consiglio dell’Impero. Anno 1881 e 1907
Esce anche nell’anno 1907 in lingua tedesca, italiana, boema, polacca, rutena, slovena, croata, e rumena.
Anno 1881 archivio comune di Faedo, anno 1907 archivio Schuetzenkomanie Roveredo.

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