fatti e cronaca - Il mondo degli Schuetzen

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2017_12_10 Salurn

Il mondo degli Schuetzen
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2017_12_10 Salurn. In ricordo di Josef Noldin. Nel 1906 maturò  con lode presso il ginnasio dei Francescani a Bolzano, dopodiché studiò  giurisprudenza all'Università di Innsbruck dove ottenne il titolo di avvocato  nel 1912. Nei primi anni lavorò come avvocato a Mezzolombardo. Partecipò alla  prima guerra mondiale come Kaiserjägeroffizier, dove fu gravemente ferito e  catturato il 16 febbraio 1915 dai russi, che lo deportarono in Siberia. Il  trasporto durò quasi otto mesi e rimase prigioniero fino al 1920. Tornato a  Salorno nel 1921, si rifiutò di dichiararsi italiano. Dopo che il regime  fascista ebbe vietato le scuole in lingua tedesca, Josef Noldin organizzò  assieme al canonico Michael Gamper scuole private per permettere l'insegnamento  del tedesco in case private, le cosiddette Katakombenschulen. Nonostante un  ulteriore divieto di queste scuole private, continuò con l'insegnamento, dato  che nel resto d'Italia le scuole private tedesche non erano proibite. Nel 1925  fu arrestato per aver organizzato una festa natalizia con i bambini di Salorno.  Nel 1927, grazie ad una nuova legge, fu condannato all'esilio a Lipari in quanto  antifascista. Tornato da Lipari, dove fu infetto da una febbre malarica, verso  la fine del 1928, gli venne proibito di recarsi all'estero (a Karlsbad) per  cure. Anche la richiesta di essere reinserito nell'ordine degli avvocati gli fu  negato dal prefetto di Trento il 29 marzo 1929. Morì all'età di quarantuno anni  a seguito della malattia. Josef Noldin oggi viene considerato un martire per la  scuola tedesca Sudtirol.





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